TEMPO DI BRUTTI LIBRI

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Oggi a Milano hanno squillato fanfare, trombe e trombette, oltre a petardi (forse peti) per annunciare “TEMPO DI LIBRI”, il salone del libro fortemente voluto da Marina Rifatta Berlusconi per spegnere quello tradizionale di Torino, visto che i suoi libri Mondadori + Rizzoli + Einaudi (e per un pelo non ci cascava dentro Bompiani) che già ingolfano librerie, cartolibrerie, edicole e reparti nella grande distribuzione, non gli bastavano.
Una cupidigia simile a quella di suo padre, il delinquente ex Cavalier Silvio per le minorenni da ingroppare, ma a Marina bastano i libri (libri? Ma qui è un’altra storia, in parte scritta, in gran parte da scrivere).
Mentre Rifatta dietro le quinte a Milano gongolava, ci mettevano la faccia altri, i tromboni: primo fra tutti Superciuk Motta, con quella faccia identica all’eroe della serie di Alan Ford (a prescindere dal suo tasso alcolico) presidente della Associazione Italiana Editori, in odore di santità a Segrate.
Il mio pensiero però non si incarta qui, avrò modo di tornarci su perchè ne vedremo delle belle, anzi delle brutte, ma va forte e intenso verso Valentino Bompiani, vero editore, di una razza ormai estinta di grandi, mito per me.
Perchè un pensiero così forte e struggente? Perchè, qualche giorno fa, è successo che la casa editrice con ancora il suo nome e che, pur sotto la cappa della proprietà in mano a Rizzoli, aveva conservato originalità e qualità in ragione di ciò, è caduta nelle grinfie di Rifatta. Non potendola dirigere e svuotarla per eccesso di monopolio, l’ha girata al più anonimo, inutile, insensato editore italiano: Giunti. Forte di cifre di bilancio e ancor più forte per la catena di librerie “Giunti al loculo” (160 nei centri commerciali), ma debole di idee ed originalità come, appunto, le librerie in questione.
Ecco dunque Valentino, che sei mito per me, campione di idee e di straordinari libri che tanto invidio, com’è ridotto il mondo editoriale italiano, oramai regime: una distesa di macerie, che celebrerà tra qualche mese il deserto creato a Rho.

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