BARICCO SULLE MONTAGNE RUSSE DEI SALONI

admin Blog 1 Comment

Proprio oggi sul quotidiano La Repubblica, dove spesso scrive per far sapere che è ancora vivo (ma lo è veramente? le foto dove lui appare e che accompagnano i pezzi, sanno di secolo scorso…), gli son bastate a malapena due intere pagine, compresa una sua foto antica, per salire sul pulpito in difesa del Salone del libro.
A detta sua e a tutti i costi, il Salone deve restare a Torino, non solo per quanto Beniamino Placido seppe infondergli di originalità qualche decennio fa -a prescindere da qualche peccatuccio della politica e dei politicanti che lo hanno ridotto in macerie- quanto piuttosto per i protagonisti della Torino che lui adora.
In particolare il bamboccione della famiglia Agnelli che comanda sulla Juventus, senza che gli sfiorino la mente i miliardi sottratti alle risorse pubbliche per il fallimento della politica industriale della FIAT.
E poi c’è quell’Urbano Cairo che, dopo la squadra del Torino e dopo la Sette, s’è appena comprato il Corriere della Sera coi soldi, presumo io, di quei cazzo di giornalini supereconomici dove in prima pagina c’è sempre il faccione idiota di Jerry Scotti.
Infine c’è quella faccia così, da salumiere di periferia, di Oscar Farinetti: l’inventore di Eataly, al quale spetta il merito della genialata di affamare migliaia di dipendenti delle sue botteghe trendy per vendere le stesse cose di fuori, ma a costo triplo.
Questa è, in sintesi, parte del pensiero del più grande NON scrittore del secolo scorso.

Comments 1

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *