ULTIM’ORA: DAL SALONE (AGONIZZANTE) DEL LIBRO TORINESE AL MAUSOLEO DEL LIBRO (DI QUALITA’) MILANESE

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Ce l’ha fatta! Ha vinto Federico Motta, non quello dei gelati e del panettone –presumo- bensì il presidente dell’ AIE, Associazione Italiana Editori, quello con una faccia tal quale a Superciuk, (a prescindere dal fatto che “drinki” o meno), meglio noto fino ad ora per il versare lacrime di coccodrillo e per i lamenti strazianti per le sorti del libro in Italia ormai in caduta libera, senza mai chiedersene i motivi. Ché se, dico io, se li fosse chiesti si sarebbe come minimo dimesso, se non suicidato, per i danni da lui stesso provocati vista la carica che ricopre.
E’ riuscito a portare quel covo del malaffare torinese del Salone del libro -nelle manacce di una Fondazione predisposta da ingordi e ottusi politici, dopo la defenestrazione del suo fondatore e animatore- a Milano dove non solo ha sede l’AIE, ma dove soprattutto risiede, opera, sgomita e fa di tutto per affossare quel po’ di qualità che c’è nei libri, quel Mondazzoli di Marina Rifatta Berlusconi, sulla via di divenire Editore Unico Nazionale, dopo il Partito Unico di Cicciobello Renzi, il Distributore di libri Unico e l’Informatore Unico.
Così, dalle ceneri del Salone del malaffare torinese, prenderà corpo a Milano un secondo mausoleo, così tanto sognato dal capostipite Silvio dopo il primo costruito ad Arcore per ospitare se stesso e la numerosa famiglia, più qualche nano e ballerina, mausoleo tutto dedicato alle spoglie del libro libero e di qualità.
Ma ha fatto i conti senza l’oste dove, se l’oste non sarà rappresentato da quei pavidi cosiddetti “piccoli editori” che siedono su uno strapuntino dell’AIE, lo sarà da noi, con lo tsunami della rivoluzione editoriale già in corso.

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