EFFETTO STREGA, TANTO AL CHILO.

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Ho letto, annoiandomi, la cronaca della serata finale del Premi Strega, quella dove si estrae il numeretto dal sacchetto, come a tombola, e alla fine chi riempie la griglia vince. Fuor di metafora, tutti sapevano che avrebbe vinto l’Editore Unico Nazionale (Mondazzoli), ché poco importava chi fosse lo scrittore, ché tanto uno vale l’altro: scrittori del nulla.
Gli articoli mi son parsi tutti, sui vari giornali, veline che descrivevano un funerale (dell’intelligenza, della sensibilità, dell’onestà e della cultura), atmosfera questa addebitabile -secondo taluni- al cambio di location: da una storico-artistica calda, ad una fredda tipo cella frigorifera per spoglie di libri.
Tant’è, a riprova, che nelle cronache si parlava di una cosa soprattutto: del numero di pagine del romanzo vincitore, milleduecento e rotte, che fanno un chilo. Ecco quindi la genialata del Premio Strega che, oltre a riportare alla ribalta uno schifoso (per me) liquore, inaugura “LIBRI TANTO AL CHILO!”
Nuove macerie, che seppelliranno non soltanto il Premio, ma anche lo Strega e il nefasto Editore Unico Nazionale.

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