GRATUITO, GENUINO, E PERCHE’

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C’è un gratuito maleducato, arrogante, subdolo, proposto dai peggiori venditori di merce, che troviamo negli insulsi quotidiani alle fermate della metropolitana, con le bustine campione incollate sulle pagine traslucide dei supplementi ai quotidiani nazionali, quelli posseduti da palazzinari, banchieri e speculatori, fino alle pagine gratuite su internet “offerte” da editori che vogliono arraffare qualche euro per concedere la lettura di successive schifose pagine.
E così spazzatura dopo spazzatura.
E poi c’è il nostro gratuito: divino, come mi soccorre l’amato Céline.
Un gratuito d’incantesimi, suggerimenti, incitamenti alla resistenza, alla rivolta, alla liberazione. Un gratuito che in ragione di tali suggestioni SFIDA OGNI LETTORE, in una sorta di faccia a faccia: lo apprezzi, lo ami il libro gratuito che ti propongo? Se è così datti una mossa, che ti aspetta l’edizione cartacea (quando ti sarà possibile, naturalmente a prezzi popolari, poco più di quelli della carta per la stampa).
Ma soprattutto quel libro gratuito è un patto “scellerato”, tanto inviso al regime editoriale di Mondazzoli (oramai editore nazionale) quanto indispensabile per dar corpo, sviluppo e compimento a quella rivoluzione improcrastinabile di non voler più essere consumatori passivi -e cioè: schiavi- avvolti da tante offerte gratuite, idonee solo a renderci ancor più subordinati.

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